Un aggiornamento sull’andamento dei casi di influenza e altre forme respiratorie

La stagione influenzale 2025/2026 in Italia e in tutta Europa è iniziata prima del solito e con una diffusione sostenuta dei virus respiratori, compresi i virus dell’influenza stagionale. Secondo i dati di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nelle ultime settimane del 2025 l’incidenza delle infezioni respiratorie acute, che includono anche influenza, ha mostrato valori elevati, con un impatto significativo soprattutto nelle fasce di età più giovani e negli anziani.

Circola una variante in grado di infettare anche chi si era protetto con la vaccinazione, ma il vaccino resta efficace contro le forme gravi.

Nel dettaglio, gli ultimi aggiornamenti epidemiologici mostrano che, nel corso delle ultime settimane del 2025, l’incidenza dell’influenza e delle infezioni respiratorie acute nella comunità ha raggiunto livelli medio-alti, confermando un incremento dei nuovi casi coerente con la fase centrale della stagione influenzale. L’andamento osservato appare complessivamente più intenso e in parte anticipato rispetto ad alcune stagioni recenti, pur in assenza, allo stato attuale, di evidenze di una maggiore gravità clinica generalizzata.

I dati più recenti, relativi ai primi aggiornamenti di gennaio 2026, indicano tuttavia una riduzione dell’incidenza complessiva delle infezioni respiratorie acute rispetto alla settimana precedente, suggerendo che il picco stagionale possa essere stato raggiunto a cavallo tra la fine dell’anno e l’inizio del nuovo anno.

I dati mostrano anche tassi di positività per virus influenzali piuttosto alti nei campioni analizzati nella comunità e negli ospedali (rispettivamente 31,5% e 46,2%), confermando come i virus influenzali siano uno dei principali agenti respiratori in circolazione, insieme ad altri come Covid, Rhinovirus e VRS.

A livello europeo, l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha osservato che l’influenza in questa stagione ha iniziato a circolare precocemente, soprattutto il sottotipo A(H3N2) subclade K, che domina l’epidemia attuale. Questa variante del virus è antigenicamente divergente dai ceppi inclusi nel vaccino di quest’anno, suggerendo un parziale mismatch tra vaccino e virus circolanti.

Nonostante questo, il vaccino continua a offrire protezione significativa, soprattutto contro le forme più gravi della malattia, e resta uno strumento importante per ridurre ricoveri e complicanze. Anche i dati preliminari di efficacia vaccinale in paesi come il Regno Unito mostrano che la vaccinazione resta efficace, in particolare nei bambini e negli adolescenti (riduzione del 70-75% degli accessi in ospedale), riducendo il rischio di complicanze anche negli adulti e anziani. Tuttavia, è possibile che anche un soggetto vaccinato, possa prendere l’infezione sintomatica che, ricordiamo, si presenta come un’affezione respiratoria acuta ad esordio brusco ed improvviso con febbre maggiore o uguale di 38° C accompagnata da sintomi sistemici (come cefalea, malessere generalizzato, sudorazione, brividi, astenia) e respiratori (come tosse, mal di gola, congestione nasale).

L’ECDC e il nostro Ministero della Salute continuano a raccomandare la vaccinazione antinfluenzale, sottolineando che non è mai troppo tardi per vaccinarsi, soprattutto per le persone a rischio (come anziani, immunocompromessi, donne in gravidanza o chi soffre di patologie croniche). La vaccinazione, infatti, riduce significativamente il rischio di sviluppare forme severe di influenza, nonostante il parziale mismatch tra vaccino e virus circolanti. In aggiunta alla vaccinazione è importante anche ricordare i comportamenti preventivi: lavarsi spesso le mani, evitare contatti stretti con persone malate, rimanere a casa se si manifestano sintomi influenzali e, nei contesti a rischio, considerare l’uso della mascherina.

In Sintesi

La stagione influenzale 2025/2026 in Italia mostra una circolazione influenzale attiva, iniziata precocemente e con livelli di diffusione medio-alti, con alcune varianti virali non perfettamente corrispondenti al vaccino stagionale. Tuttavia, la vaccinazione resta efficace nel prevenire le forme più gravi e continua ad essere raccomandata per tutti coloro che non l’hanno ancora ricevuta. La protezione individuale e collettiva offerta dall’immunizzazione rimane un elemento chiave per affrontare la prosecuzione dell’inverno e ridurre l’impatto dell’influenza sulla salute pubblica.

Per approfondire

Cos’è il mismatch dell’influenza e come impatta sull’efficacia della vaccinazione?

Ogni anno il vaccino antinfluenzale viene preparato prima dell’inizio della stagione, scegliendo gli antigeni che si considerano più efficace per prevenire l’infezione basandosi sulla circolazione virale nell’altro emisfero.

A volte però il virus dell’influenza cambia leggermente mentre circola. Quando il virus che circola è un po’ diverso da quello del vaccino, si parla di mismatch.

Cosa implica per chi si è vaccinato?

Anche con mismatch, il vaccino:

  • protegge dalle forme più gravi
  • riduce il rischio di ricovero
  • aiuta a difendere le persone più fragili

In breve: Il vaccino può proteggere meno dall’infezione lieve, ma protegge ancora bene dalle conseguenze più serie.

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Fonti / Bibliografia

Iconografia: © Depositphotos

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